La notizia del naufragio della Costa Concordia, ormai da giorni, sta facendo il giro del mondo.
La più grande nave da crociera al mondo, naufragata al largo dell'Isola del Giglio, ha portato con sé, purtroppo, la perdita di vite umane. Perdite che non possono essere ripagate in nessun modo e su cui si può esprimere solo cordoglio.
Eppure Carnival, ente proprietario della nave, dovrà rispondere di rilevanti danni economici.
Il solo costo della nave ammonta a 450 milioni di euro, danno materiale che verrà risarcito dalle coperture assicurative proprie. Da prime notizie si da che la Costa Concordia è assicurata per circa 500 milioni di euro con il broker internazionale AON, e che il rischio assicurato non è ovviamente a carico di una sola compagnia.
Queste ultime a breve riceveranno richieste di risarcimento danni da parte dei parenti delle vittime, da parte dei passeggeri per danni materiali e morali ed inoltre richieste di rimborso viaggio o sostituzione da coloro che sarebbero dovuti partire successivamente.
A bordo c'erano circa 3300 passeggeri e per ognuno il risarcimento potrebbe arrivare fino a 10-20.000 euro.
Altro punto cruciale riguarda l'equipaggio: contratti stagionali che naufragano con la nave e persone che dovranno essere ricollocate in altre imbarcazioni.
Da non sottovalutare è il danno ambientale. Un vero e proprio disastro ambientale per l'isola del Giglio se non si riuscisse a fermare la fuoriuscita di tonnellate e tonnellate di carburante contenute nelle stive della nave.
Il danno più difficile da quantificare è sicuramente la prevedibile perdita di immagine su scala mondiale. La società nel 1989 fece il suo ingresso in Borsa e da allora ha assistito a un continuo aumento del volume d'affari.
Ma ora? Come si comporterà in Borsa il titolo Carnival? Come si comporteranno le compagnie?
L'espressione del nostro cordoglio giunga alle famiglie delle vittime.
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IN PRIMO PIANO
martedì 17 gennaio 2012
giovedì 12 gennaio 2012
Monti rivoluziona la Rc auto
Entro il 20 Gennaio, il provvedimento sulle liberalizzazioni proposto dal governo Monti, potrebbe essere trasformato in decreto.
Tale provvedimento riguarda vari settori.
Per quanto riguarda la liberalizzazione delle professioni, quelli che saranno maggiormente interessati sono i notai. Saranno indetti 3 concorsi, da quest'anno al 2014, affinché il numero di notai aumenti da 500 a 1.500. Potranno essere aperti nuovi uffici secondari solo nell'ambito del distretto di appartenenza con l’aumento dei giorni di assistenza obbligatoria del notaio nella sua sede. I notai, come del resto tutti i professionisti, avranno l'obbligo di concordare il preventivo per la prestazione con il cliente.
Il Governo rivoluziona inoltre la Rc auto, modificando le norme sull'assicurazione e escludendo i danni fisici lievi dal risarcimento diretto. In questo modo, la Compagnia del danneggiato continuerà a gestire i danni materiali ai veicoli, i danni fisici lievi saranno rimborsati dalla compagnia di chi ha causato l'incidente.
Il provvedimento inoltre vieta alle compagnie di collocare «direttamente o attraverso agenti monomandatari» i propri prodotti ai clienti finali. Le compagnie, che distribuiscono prodotti assicurativi dei rami danni e vita, dovranno fornire al cliente i servizi ed i prodotti di almeno due differenti compagnie assicurative. Infine anche il calcolo del forfait del risarcimento diretto potrebbe subire variazioni, il Governo infatti propone che i criteri ed i limiti alle compensazioni siano stabiliti annualmente dall'Isvap. Altra norma che riguarda soprattutto i consumatori, è legata al fatto che le imprese potranno avere la possibilità di risarcire i danni materiali delle vetture non in contanti, ma occupandosi della riparazione diretta del danno.
Tale provvedimento riguarda vari settori.
Per quanto riguarda la liberalizzazione delle professioni, quelli che saranno maggiormente interessati sono i notai. Saranno indetti 3 concorsi, da quest'anno al 2014, affinché il numero di notai aumenti da 500 a 1.500. Potranno essere aperti nuovi uffici secondari solo nell'ambito del distretto di appartenenza con l’aumento dei giorni di assistenza obbligatoria del notaio nella sua sede. I notai, come del resto tutti i professionisti, avranno l'obbligo di concordare il preventivo per la prestazione con il cliente.
Il Governo rivoluziona inoltre la Rc auto, modificando le norme sull'assicurazione e escludendo i danni fisici lievi dal risarcimento diretto. In questo modo, la Compagnia del danneggiato continuerà a gestire i danni materiali ai veicoli, i danni fisici lievi saranno rimborsati dalla compagnia di chi ha causato l'incidente.
Il provvedimento inoltre vieta alle compagnie di collocare «direttamente o attraverso agenti monomandatari» i propri prodotti ai clienti finali. Le compagnie, che distribuiscono prodotti assicurativi dei rami danni e vita, dovranno fornire al cliente i servizi ed i prodotti di almeno due differenti compagnie assicurative. Infine anche il calcolo del forfait del risarcimento diretto potrebbe subire variazioni, il Governo infatti propone che i criteri ed i limiti alle compensazioni siano stabiliti annualmente dall'Isvap. Altra norma che riguarda soprattutto i consumatori, è legata al fatto che le imprese potranno avere la possibilità di risarcire i danni materiali delle vetture non in contanti, ma occupandosi della riparazione diretta del danno.
martedì 10 gennaio 2012
Multata Ina Assitalia per pratica commerciale scorretta.
Ina Assitalia è stata multata di 450 mila euro per pratica commerciale scorretta, a seguito di controlli effettuati dall'Antitrust.
Erano infatti pervenute delle denunce da parte di automobilisti che lamentavano di essere venuti a conoscenza della cessazione degli effetti del contratto solo al momento del rinnovo della polizza per contratti in scadenza ad agosto 2010.
Ad essere colpiti sono stati in prevalenza automobilisti di Campania, Puglia e Calabria, regioni già note per le tariffe elevate nella RC auto.
Ina Assitalia, da quanto risulta, oltre ad effettuare disdette ed avvisare di tale provvedimento solo al momento del rinnovo del contratto, non ha fornito l'attestato di rischio violando così anche il diritto degli automobilisti di ricevere l'attestato 30 gg prima della scadenza del contratto.
L'Antitrust, nel determinare l'ammontare della sanzione, ha tenuto conto sia della gravità della violazione sia della recidiva della società, ritenendo tale comportamento scorretto.
Secondo l'Autorità infatti con tale comportamento Ina ha ostacolato gli automobilisti a cui è stata disdetta l'assicurazione, in quanto gli è stata limitata la possibilità di scegliere offerte alternative o di optare per altre compagnie assicurative.
Da sottolineare inoltre che l'Isvap nel novembre 2010 è intervenuto, inviando alle compagnie una lettera, in cui ha ribadito che se un cliente che ha ricevuto la disdetta vuole continuare ad assicurarsi, non deve essere trattato come un nuovo cliente, ma deve poter usufruire dei vantaggi garantiti per chi è già cliente.
Erano infatti pervenute delle denunce da parte di automobilisti che lamentavano di essere venuti a conoscenza della cessazione degli effetti del contratto solo al momento del rinnovo della polizza per contratti in scadenza ad agosto 2010.
Ad essere colpiti sono stati in prevalenza automobilisti di Campania, Puglia e Calabria, regioni già note per le tariffe elevate nella RC auto.
Ina Assitalia, da quanto risulta, oltre ad effettuare disdette ed avvisare di tale provvedimento solo al momento del rinnovo del contratto, non ha fornito l'attestato di rischio violando così anche il diritto degli automobilisti di ricevere l'attestato 30 gg prima della scadenza del contratto.
L'Antitrust, nel determinare l'ammontare della sanzione, ha tenuto conto sia della gravità della violazione sia della recidiva della società, ritenendo tale comportamento scorretto.
Secondo l'Autorità infatti con tale comportamento Ina ha ostacolato gli automobilisti a cui è stata disdetta l'assicurazione, in quanto gli è stata limitata la possibilità di scegliere offerte alternative o di optare per altre compagnie assicurative.
Da sottolineare inoltre che l'Isvap nel novembre 2010 è intervenuto, inviando alle compagnie una lettera, in cui ha ribadito che se un cliente che ha ricevuto la disdetta vuole continuare ad assicurarsi, non deve essere trattato come un nuovo cliente, ma deve poter usufruire dei vantaggi garantiti per chi è già cliente.
martedì 20 dicembre 2011
Regolamento Isvap e manovra salva Italia contro le polizze imposte sui mutui
Nel Decreto salva Italia è stato inserito ed approvato l'articolo 36 bis " Ulteriori disposizioni in materia di tutela della concorrenza nel settore del credito" che recita come segue: È considerata scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario”.Ciò a poca distanza dalla pubblicazione del regolamento Isvap che avrà effetto dal 2 Aprile 2012 e fissa tali regole: “gli intermediari assicurativi, ivi incluse le banche e altri intermediari finanziari, non possono ricoprire simultaneamente il ruolo di distributori di polizze e di beneficiari (o vincolatari) delle stesse”. L'istituto bancario quindi nel caso in cui volesse vendere una polizza collegata a un mutuo o a un finanziamento, dovrà scegliere se esserne il venditore o il beneficiario in caso di sinistro al fine di non incorrere in conflitto di interesse.
Sempre più spesso infatti accadeva che un mutuatario quando si presentava in banca per richiedere un prestito per acquistare un immobile oltre alla stipula di una polizza contro lo scoppio o l'incendio, che è una copertura imposta per legge a tutela sia del mutuatario che dell'istituto bancario, si sentiva richiedere anche la sottoscrizione di altre polizze abbinate al mutuo sebbene non obbligatorie per legge e si vedeva bocciare la pratica di mutuo in caso di rifiuto.
Una vera e propria imposizione che va in netto favore per le banche in quanto le polizze sono vendute quasi esclusivamente in forma di premio unico da pagare anticipatamente all'atto dell'accensione del mutuo e con applicazione di provvigioni eccessive.
Grazie all'emendamento presentato in manovra e al regolamento Isvap, i consumatori ora saranno quindi liberi di ricercare la polizza per il proprio mutuo per loro più vantaggiosa anche al di fuori delle mura della banca.
Si tratta sicuramente di un passo avanti verso la tutela del consumatore nel settore dei mutui.
giovedì 15 dicembre 2011
Combattere le compagnie fasulle, i contrassegni contraffati e il caro polizze con un microchip.
In costante aumento nel 2011 sono state le assicurazioni false, decine le compagnie fasulle e tantissimi contrassegni contraffatti segnalati sia dalle forze dell'ordine che dall'Isvap.
Uno dei fattori che agevola la crescita di questo fenomeno è sicuramente la crisi. I consumatori abbagliati dal risparmio e non consapevoli dei rischi che corrono, cedono ad assicurazioni molto convenienti.
Sono inoltre circa tre milioni i guidatori che evadono l’obbligo di munirsi di contrassegno o lo espongono puntualmente contraffatto, eludendo così ingenti pagamenti sia verso le assicurazioni, sia nei confronti dello stato.
Come risolvere il problema? Come abbassare il prezzo delle assicurazioni e permettere a tutti di pagare di meno e non incorrere in sanzioni? Come individuare gli autoveicoli che sfuggono all'obbligo della copertura assicurativa?
La Terza Commissione Attività produttive della Provincia di Padova ha proposto l’inserimento di un microchip nel tagliando di controllo dell’assicurazione automobilistica.
In questo modo gli automobilisti che sfuggono all'obbligo di copertura assicurativa, grazie alla lettura ottica, potranno essere individuati non solo con i controlli delle forze dell'ordine, ma anche ai caselli autostradali o ai varchi elettronici cittadini.
Il microchip debitamente esposto, unito a un database di generalità del guidatore, veicolo e scadenze assicurative permetterebbe sia il controllo che la tracciabilità.
Sta di fatto, che oltre agli evidenti vantaggi di tale proposta, nasce anche una perplessità.
Tutti potremo essere controllati in ogni momento, ogni nostro spostamento sarà monitorato ovviamente a scapito della privacy. Quindi da un lato, per tale motivo, c'è chi non approva tale proposta, chi invece la sostiene poiché vede in tale proposta il modo per far ricadere i pagamenti in modo equo su tutti gli automobilisti e combattere quindi anche il caro polizze.
martedì 13 dicembre 2011
Rottamare un veicolo sottoposto a fermo amministrativo
Il Fermo amministrativo, messo in pratica da Enti impositori diversi, è una pratica che si attua per rivalersi sul contribuente moroso per crediti vantati sullo stesso, bloccando un bene mobile registrato. Si può ad esempio non aver pagato bollo auto, Ici, Inps e quant’altro vantato dalla Pubblica Amministrazione, comprese le contravvenzioni al Codice della Strada, per vedersi fermata l'auto.
Il contribuente riceverà una cartella esattoriale con una nota in cui è descritta la procedura che verrà messa in pratica in caso di mancato pagamento. Decorsi 60 giorni dalla notifica, la società riscossione S.P.A. provvederà al Fermo e il contribuente ha 20 giorni di tempo per effettuare il pagamento prima che l'Ente iscriva ipoteca al PRA. Se il contribuente non fa nulla, l'auto sottoposta a fermo viene pignorato e espropriato.
Un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, non può essere demolito.
Il centro autorizzato alla demolizione infatti per procedere con la demolizione deve richiedere al PRA la cessazione della circolazione per demolizione. Il PRA con la targa del veicolo verifica se sul veicolo è iscritto un fermo amministrativo e in tal caso non rilascia il permesso per la demolizione.
Affinché l'autoveicolo possa essere demolito, occorrerà prima cancellare al PRA il fermo amministrativo. Ci si deve quindi recare negli uffici dell'agenzia di riscossione per conoscere l'entità del debito, saldare il debito e provvedere alla cancellazione del fermo amministrativo. Tale pratica è gestita dal PRA ed ha un costo inferiore a 100 euro.
Quindi prima di richiedere la demolizione di un veicolo si consiglia di richiedere una visura o recandosi direttamente in un'agenzia Aci o con una visura online.
Si ricorda inoltre che circolare con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, comporta l'applicazione di una multa che va da 656,25 a 2.628,15 euro e la confisca del mezzo stesso.
lunedì 12 dicembre 2011
Terzo trasportato: risarcimento dei danni
Cosa accade se, in caso di sinistro, oltre ai danni alle cose ci sono anche danni alle persone?
Chi copre i danni del terzo trasportato e quali procedure devono essere fatte per ottenere il risarcimento?
Dal 1992 in caso di incidente stradale, le persone terze trasportate sono coperte da polizza rc auto del conducente, hanno quindi il diritto al risarcimento del danno subito a prescindere da chi è responsabile dell’incidente.
Vediamo di seguito la procedura per ottenere il risarcimento.
La parte danneggiata invia richiesta di risarcimento alla compagnia assicuratrice del conducente del veicolo su cui viaggiava, dopodichè sarà la compagnia della parte giudicata responsabile ad accollarsi l’onere del risarcimento dei danni, nei limiti dei massimali di risarcimento previsti dalla polizza assicurativa. Nella domanda di risarcimento, devono essere indicati sia i fatti del sinistro, sia dati come l'età, l'attività, il reddito, l'entità delle lesioni allegando le certificazioni mediche (compresa quella dell'avvenuta guarigione), l'eventuale riferimento ad assicurazioni sociali sottoscritte o, in caso di decesso, lo stato di famiglia.
È bene inviare tutto con raccomandata a/r in modo da aver traccia dell'invio e della ricezione; nel caso in cui non sono disponibili le certificazioni mediche, è possibile inviarle in seguito con una seconda raccomandata.
La compagnia assicuratrice, ricevuta la documentazione completa, deve formulare entro 90 giorni un'offerta al danneggiato o specificare le motivazioni per cui non ritiene di fare offerte.
Una volta che la compagnia propone un rimborso, il danneggiato può accettare il risarcimento e in questo caso, entro 15 gg le compagnia deve versargli le somme; se invece non accetta, la compagnia comunque deve versargli la cifra proposta entro 15 gg, ma la stessa deve considerarsi come acconto. Si può presentare anche il caso in cui il danneggiato non risponde, se accade ciò la compagnia deve comunque liquidare il danno entro 30 gg dalla proposta.
Si avvia un procedimento giudiziario di risarcimento nel caso in cui la compagnia non risponde entro i suddetti limite o se il danneggiato non accetta l’offerta.
I tempi del risarcimento possono allungarsi quando ad esempio non si è certi sulla responsabilità del sinistro. Anche in questo caso il danneggiato deve inoltrare domanda di risarcimento alla compagnia assicuratrice del veicolo su cui era a bordo, ma oltre agli accertamenti su danni fisici, bisogna attendere 120 giorni per poter accedere al verbale delle autorità intervenute sul luogo dell’incidente e poi bisogna attendere la soluzione della controversia.
Ma cosa accade se il responsabile del sinistro non è coperto da assicurazione Rc auto?
In questo caso la domanda di risarcimento non dovrà essere presentata alla compagnia bensì al Fondo vittime della strada, e sarà quest’ultimo quindi a provvedere al risarcimento entro il massimale previsto dalla legge.
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